PREISTORIA E PROTOSTORIA
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PREISTORIA E PROTOSTORIA
Messaggio riportato dal vecchio forum di ArcheoMedia.
Preistoria e protostoria vengono viste spesso come lontane da noi, quasi noiose, talvolta pure inutili.
Non so, io le trovo fondamentali, come tutte le età, e mi affascinano. Sarà forse un lascito dell’interesse romantico (e a volte fantasioso) per le mitiche origini, ma non posso farne a meno.
D’altra parte non è l’età protostorica che vede la nascita dello “Stato”, una certa centralizzazione, economica, politica e religiosa, la scrittura (le scritture forse meglio), le specializzazioni e le differenziazioni sociali, ecc.? Diverse discipline si sono poste domande sull’origine della società organizzata, la filosofia, l’antropologia.
Da un po’ di tempo tocca pure all’archeologia. Questo ha un vantaggio, a mio avviso, rispetto alle riflessioni precedenti. E cioè che con l’archeologia, appunto, non è più solo un problema teorico, ma si accompagna alla ricerca sul campo, ai resti materiali. Non solo più speculazioni insomma, ma teorie basate sul qualcosa.
Sulla base di questo, e dei tentativi di fornire risposte a queste domande, così fondamentali per l’uomo, ritengo la preistoria e la protostoria alquanto “vicine” anche all’uomo e alle società contemporanee.
Del resto, come recita l’introduzione ad un librettino interessante (A.A. V.V., Le vie della preistoria, Manifestolibri), “non c’è disputa sulle origini che non sia anche disputa sul presente, pretesa di condizionare il senso e l’autorappresentazione”. Come rimanerne estranei?
Preistoria e protostoria vengono viste spesso come lontane da noi, quasi noiose, talvolta pure inutili.
Non so, io le trovo fondamentali, come tutte le età, e mi affascinano. Sarà forse un lascito dell’interesse romantico (e a volte fantasioso) per le mitiche origini, ma non posso farne a meno.
D’altra parte non è l’età protostorica che vede la nascita dello “Stato”, una certa centralizzazione, economica, politica e religiosa, la scrittura (le scritture forse meglio), le specializzazioni e le differenziazioni sociali, ecc.? Diverse discipline si sono poste domande sull’origine della società organizzata, la filosofia, l’antropologia.
Da un po’ di tempo tocca pure all’archeologia. Questo ha un vantaggio, a mio avviso, rispetto alle riflessioni precedenti. E cioè che con l’archeologia, appunto, non è più solo un problema teorico, ma si accompagna alla ricerca sul campo, ai resti materiali. Non solo più speculazioni insomma, ma teorie basate sul qualcosa.
Sulla base di questo, e dei tentativi di fornire risposte a queste domande, così fondamentali per l’uomo, ritengo la preistoria e la protostoria alquanto “vicine” anche all’uomo e alle società contemporanee.
Del resto, come recita l’introduzione ad un librettino interessante (A.A. V.V., Le vie della preistoria, Manifestolibri), “non c’è disputa sulle origini che non sia anche disputa sul presente, pretesa di condizionare il senso e l’autorappresentazione”. Come rimanerne estranei?






